Giornata mondiale dei diritti umani

Il Collegio interprovinciale partecipa alle celebrazioni per il 10 dicembre

diritti umani

IPASVI Firenze-Pistoia: «la loro tutela è nel DNA di ogni infermiere»

«Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l'esercizio della professione infermieristica». Così recita l’Articolo 5 del codice deontologico dell’infermiere che quindi, per sua natura, ha anche il compito di tutelare e vigilare sul rispetto dei diritti dell’uomo.
Il Collegio IPASVI di Firenze-Pistoia che tutela cittadini e professionisti (infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia) partecipa alla Giornata mondiale dei diritti umani celebrata in tutto il mondo il 10 dicembre.

La data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948. «Oggi questi diritti, spesso calpestati, rimangono per noi infermieri un punto indiscutibile – spiegano dal Collegio IPASVI di Firenze-Pistoia -.
Nel nostro agire professionale, come recita anche il nostro codice deontologico, dobbiamo prestare assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, del genere e delle condizioni sociali. La cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della sua dignità è nel DNA professionale di ogni infermiere».

I dipartimenti delle professioni infermieristiche e ostetriche e la valorizzazione dei ruoli e delle competenze

L’incontro del 29 novembre nell’ambito del 12° Forum Risk Mangement di Firenze

forum risk 2017

È stato accompagnato dalle irriverenti vignette che l’artista Giovanni Beduschi ha disegnato in diretta, l’incontro su “I dipartimenti delle professioni infermieristiche ed ostetriche e la valorizzazione dei ruoli e delle competenze” che si è tenuto nell’ambito del 12° Forum Risk Mangement  di Firenze. Moderato da Gianluca Bugnoli, direttore UOC Assistenza Infermieristica AOU Senese, e Monica Scateni, direttore UO Coordinamento Infermieristico AOU Pisa, si è aperto con l’intervento di Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione Nazionale Collegi IPASVI.

«L’evoluzione della funzione manageriale deve fare i conti con il contesto che si è modificato - ha detto la presidente Mangiacavalli -. Si deve iniziare a tener conto del fatto che sì le competenze manageriali sono trasversali, ma che il mestiere del manager è il mestiere del manager. Nel mondo sanitario si accede alla dirigenza con la specializzazione, senza questa non si può partecipare ai relativi concorsi. Quindi il tema dei livelli formativi e dell’accesso alla formazione specialistica e manageriale merita l’apertura di un dibattito. Inoltre, dobbiamo iniziare a passare dal governo delle risorse a quello dei processi, non possiamo pensare di continuare a esercitare la funzione di coordinamento manageriale utilizzando il sistema gerarchico, non adatto alla complessità del sistema. Prendere in carico i processi significa appropriarsi del loro governo e condurli, avvalendosi delle competenze di infermieri inseriti a diversi livelli che seguano il cittadino nei suoi bisogni. Dobbiamo provare a ridisegnare il contesto, non fermiamoci a riflettere sull’esercizio della funzione manageriale solo nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Asl o negli ospedali. Ragionare su un unico settore non è rispettoso dello sviluppo della professione, del sistema paese, né dei bisogni dei nostri cittadini».

Il primo macro argomento “Come l’organizzazione dipartimentale supporta i processi e la sicurezza” si è aperto con l’intervento di Paolo Pratesi, direttore SOSD 118 Azienda USL Toscana Centro, che ha focalizzato l’attenzione sul modello del dipartimento infermieristico e ostetrico nella Asl Toscana centro. «Questo si basa su tre dimensioni – ha spiegato Pratesi -. La dimensione tecnica, con la suddivisione delle strutture in 2 aree, quella della programmazione e del controllo risorse, con sottodivisione per zone distretto e l’area di governo (indirizzo progettazione e monitoraggio) che s’inserisce in maniera trasversale in tutte le strutture e fa da supporto. A queste si aggiungono ostetricia e 118, organizzate in maniera unitaria in tutta l’azienda. La seconda dimensione affrontata nell’organizzazione è quella relazionale. Qui svolge un ruolo fondamentale l’area indirizzo progettazione e monitoraggio per ottenere un’integrazione a livello strategico, progettuale, operativo e di valutazione. La terza è quella emotiva e comprende competenza, impegno, curiosità, coraggio. Anche il raggiungimento di ruoli di direzione non rappresenta un traguardo ma un punto di partenza».

«In questo momento storico il dipartimento infermieristico rappresenta un’opportunità ma anche una necessità – ha detto Michele Aurigi, presidente Collegio IPASVI Siena -. Essere riusciti a mettere una bandierina nella legge regionale ci consente di ‘giocare la partita’. Per farlo dobbiamo ragionare su chi siamo. Credo che il bravo infermiere debba misurarsi sugli outcome: se non lo facciamo siamo perdenti in partenza. Abbiamo bisogno che processi di accreditamento e sicurezza siamo credibili; non dobbiamo ridurli a mero esercizio burocratico. Per questo la partita del dipartimento è importante, può e deve essere il nostro volano. Poi, quando saremo davvero integrati potremmo farne a meno, poiché integrazione significa piena facoltà di ricoprire ruoli che in qualche maniera spesso ricopriamo dietro le quinte. Ma non dimentichiamo mai che tutto è in funzione del cittadino, con difficoltà, bisogni a cui dobbiamo dare disposta. Se lo scordiamo, non c’è dipartimento che tenga, siamo destinati a non progredire».

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Danilo Massai: «Agire subito a garanzia degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari»

Il presidente di Ipasvi Firenze-Pistoia sul tema della sicurezza nei pronto soccorso

«Si torna a parlare dei problemi di sicurezza negli ospedali e nei pronto soccorso solo dopo l’ennesimo episodio grave. La realtà è che a ogni turno, giorno e notte, il personale sanitario vive in una situazione di rischio. Gli infermieri in particolare».

Così Danilo Massai, presidente del Collegio Ipasvi Firenze-Pistoia, ente che tutela infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari delle due province toscane, commenta il grave episodio avvenuto il 22 novembre scorso al pronto soccorso di Careggi quando un uomo ha creato il panico arrivando a minacciare con un coltello il personale sanitario.

«Non aspettiamo di arrivare a un punto di non ritorno – prosegue Massai –. C’è bisogno di agire subito, in sinergia con le istituzioni, per mettere a punto soluzioni operative ed efficienti che garantiscano a chi lavora in ambito sanitario la possibilità di lavorare in tranquillità e di tutelare la propria sicurezza, insieme a quella dei pazienti».

La contenzione fisica nell’area della salute mentale: analisi del fenomeno

La cronaca in questi giorni ci ripropone il caso di Franco Mastrogiovanni con la sentenza di condanna in Appello di tutti gli attori della vicenda.
Come ricorderemo Franco Mastrogiovanni ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania, trovò la morte dopo 87 ore di “contenzione”. Una vicenda dai risvolti inaccettabili ci da spunto per riflettere su un fenomeno ancora largamente diffuso legato a retaggi culturali difficilmente che dobbiamo assolutamente ripudiare.

Vi proponiamo un sunto dello studio tratto dalla tesi di Laurea in Infermieristica di Jessica Belzuino

 

INTRODUZIONE

La contenzione fisica può essere definita come un atto sanitario-assistenziale applicato direttamente all’individuo e al suo spazio per limitarne i movimenti. 

Si possono distinguere 4 tipi di contenzione:

• Fisica, si ottiene con presidi applicati alla persona o usati come barriera nell’ambiente, che riducono o controllano i movimenti;

• Farmacologica, si ottiene con farmaci che modificano il comportamento. Si utilizzano psicofarmaci e/o sedativi;

• Ambientale e Sociale, comprende i cambiamenti apportati all’ambiente in cui vive un soggetto, per controllarne o limitarne i movimenti;

• Psicologica o Relazionale, comprende ascolto e osservazione empatica, riducendo così l’aggressività del soggetto poiché si sente rassicurato.

La questione della contenzione fisica è stata messa in discussione in termini di efficacia su più fronti, in quanto ancora oggi è acceso il dibattito per definire se è opportuno o meno ricorrere a mezzi di contenzione; rimanendo comunque una costante nella storia della salute mentale.
Facendo un breve ripasso sulle principali leggi che hanno apportato dei cambiamenti nella salute mentale, è doveroso soffermarsi sulla legge più recente: la Legge n. 180 del 13 maggio 1978, o meglio conosciuta con il nome del suo promotore:Legge Basaglia.Questa legge pone l'Italia all'avanguardia nel sistema psichiatrico internazionale.
Ovunque si fanno più solide ed estese le esperienze di gestione dell'assistenza psichiatrica senza ricorso all'internamento in manicomio (1).
I pazienti vengono seguiti ed assistiti attraverso una fitta trama di assistenza domiciliare ed ambulatoriale per la terapia ordinaria, integrata da interventi assistenziali e residenziali e di ricoveri brevi per le situazioni di crisi.
Persone destinate alla reclusione cronica tornano a vivere, in famiglia o in piccole comunità, un’esistenza dignitosa e autonoma.
L’obiettivo primario dell’indagine svolta riguardo alla contenzione fisica nell’area della salute mentale del territorio fiorentino; è stato quello di mettere in evidenza i dati relativi alla pratica della contenzione, attraverso dati numerici; proponendo infine dei percorsi di miglioramento per limitare il fenomeno.
Il periodo di analisi è durato circa sei mesi e prende in considerazione gli ultimi 5 anni solari partendo dal 2011.
La tematica scelta vuole favorire i professionisti sanitari, i cittadini, gli utenti ed i familiari ad attuare una riflessione introspettiva in merito all’argomento.
La contenzione fisica viene menzionata anche nel nostro Codice Deontologico degli infermieri del 2009, attraverso l’articolo 30 che cita: “L’infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione sia evento straordinario, sostenuto da prescrizione medica o da documentate valutazioni assistenziali. (2)”
Occorre infatti tenere presente che l'uso inappropriato o prolungato dei mezzi di contenzione può avere ripercussioni sia sul piano psicologico (del soggetto sottoposto a contenzione e dei familiari), sia sul piano fisico.
Tali conseguenze possono provocare dei danni diretti:
• lesioni neurologiche
• morte improvvisa

Altri danni indirettiprovocati dalla coercizione:
• aumento della mortalità
• declino comportamentale cognitivo e sociale

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’impatto che tale fenomeno ha sull’operatore, sia da un punto di vista emozionale sia per quanto riguarda gli aspetti pratici legati alla sicurezza.
L’uso dei mezzi di contenzione deve quindi essere valutato con attenzione e deve essere limitato nel tempo..... [  ]

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infermieri, sanità

Il Collegio presente al Forum Risk Management 2017

Doidicesima edizione della kermesse dedicata al mondo della sanità

Il Collegio IPASVI Firenze Pistoia sarà presente all'evento; all'interno dello stand dei Collegi IPASVI Toscana; il n° 66.

La partecipazione alle attività che si svolgeranno all’interno del suddetto stand è libera e non necessita quindi di iscrizione preventiva. Saranno ammessi partecipanti fino all’esaurimento dei posti disponibili all’interno dello spazio.

Quì sotto è possibile scaricare il programma completo delle attività.

Aperte le iscrizioni al XVIII Congresso IPASVI

Il saluto della presidente Barbara Mangiacavalli

barbara mangiacavalli

"Dobbiamo, insieme, pensare e disegnare il nostro futuro. Stiamo preparando un evento aperto a tutti, all'insegna della novità".

Il XVIII Congresso della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi nasce all’insegna di novità che caratterizzano e hanno caratterizzato, nei tre anni trascorsi dall’ultimo appuntamento congressuale, la professione infermieristica.
Per questo abbiamo scelto che il Congresso sia contrassegnato proprio dall’impronta che gli infermieri danno all’assistenza, gestendola secondo l’uso ottimale delle risorse, sempre più spesso scarse e garantendo risposte coerenti alle necessità della collettività con la massima appropriatezza clinica e organizzativa.

Abbiamo scelto che questo sia il Congresso degli infermieri e quindi caratterizzato da un ampio spazio per idee, progetti e realtà sviluppate, a dimostrazione delle capacità proattive e attuative di ripensare e ripensarsi dentro l’organizzazione e secondo processi per orientare l’agire e le competenze a favore dei bisogni dei cittadini e per aggiornare il sistema salute.
La Federazione delineerà la sua posizione per la prima volta attraverso le scelte che i presidenti dei Collegi determineranno insieme durante i lavori e che saranno la guida alla mozione finale, politica e professionale, dell’intero Congresso.
Un Congresso che metterà in mostra le capacità della professione attraverso le nostre best practice senza che nessuna possa passare sotto silenzio, ma facendo sì che tutte abbiano il loro spazio per essere osservate ed apprezzate.

Dobbiamo, insieme, pensare e disegnare il nostro futuro, per la riconoscibilità degli infermieri e per lo sviluppo della professionalità che essi manifestano ogni giorno. Il XVIII Congresso non sarà il Congresso "con" gli infermieri, ma "degli" infermieri, perché le scelte e le ricadute della professione, dalla capacità assistenziale allo sviluppo dell’alleanza con i cittadini, le disegneranno gli infermieri, tutti insieme. Data la complessità sempre maggiore del sistema-bisogni e dei sistemi professionali non possiamo permetterci di non ripensare il sistema delle relazioni rimodulando gli equilibri di potere e influenza e cogliendo le finestre di opportunità evitando infruttuose contrapposizioni.
Un orizzonte obbligato per la sanità, anche con la legittimazione, il rispetto e il riconoscimento reciproco di tutte le professionalità coinvolte: è questa la base del raggiungimento di obiettivi per le risposte ai bisogni di salute della persona che gli infermieri devono e sapranno dare.

Barbara Mangiacavalli
Presidente della Federazione nazionale Collegi IPASVI


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