Il ruolo degli infermieri nelle emergenze di Protezione Civile

C’è l’intesa con le Regioni sulla direttiva Asl-Svei dedicata all’assistenza della popolazione “fragile” in caso di catastrofe

infermieri1

Gli infermieri, insieme ai medici, nelle maxi emergenze supporteranno i sindaci secondo uno schema ben preciso. A definirlo è la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Concorso dei medici delle Aziende Sanitarie Locali nei Centri Operativi Comunali ed Intercomunali, l’impiego degli infermieri ASL per l’assistenza alla popolazione e la Scheda SVEI per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione assistita”, voluta dalla Protezione civile, dai Comuni, dal mondo della Sanità, e perciò approvata da poche settimane dalla Conferenza Unificata. «C’è l’intesa con le Regioni e i Comuni, sulla direttiva che individua tempestivamente chi ha più bisogno di aiuto tra la popolazione sfollata per causa di una catastrofe. Siamo contenti di questo passo in avanti e ora ci aspettiamo che la direttiva sia presto pubblicata, speriamo entro il primo semestre del 2019 – spiega Federico Federighi, Coordinatore del Servizio risorse sanitarie del Dipartimento della Protezione Civile -. È una direttiva importante per il Sistema Nazionale di Protezione Civile che, tra le altre cose, affida un ruolo di grande rilievo agli infermieri. Assieme ai colleghi delle Regioni e delle Provincie Autonome, abbiamo ritenuto che fosse opportuno chiarire le attività delle Asl fin dalle primissime ore successive a un evento calamitoso. La direttiva vuole velocizzare l’individuazione delle speciali necessità, di quella parte della popolazione assistita dalla protezione civile, che potrebbe essere non bastante a se stessa (anziani, disabili ma anche le mamme in allattamento e con bimbi piccoli). Tale compito è affidato agli infermieri Asl, quelli che si occupano di seguire le cure domiciliari, che possono avvalersi a loro discrezione dall’aiuto delle associazioni di volontariato».

Nella direttiva si legge: “Allo scopo di organizzare, nel più breve tempo possibile, il ripristino dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria territoriale nelle aree colpite da eventi calamitosi, la direzione del distretto Asl competente per territorio, individua tra il personale medico i propri rappresentanti per operare presso la funzione sanità dei centri operativi comunali e intercomunali. In questo modo si viene a stabilire un sicuro riferimento del sindaco per la localizzazione e per il soccorso dei cittadini con disabilità permanenti o temporanee e con specifiche necessità sociosanitarie. Inoltre, si contribuisce all’individuazione di ricoveri per gli assistiti con disabilità e specifiche necessità, oltre che a riorganizzare l’assistenza sanitaria e fornire indicazioni per la riorganizzazione di quella di base”.

In particolare, il personale infermieristico, coordinato dalla Direzione del Distretto Sanitario territorialmente competente, favorisce (nelle strutture preposte all’accoglienza) la valutazione socio-sanitaria per le persone assistite attraverso l’uso della scheda SVEI (una scheda di triage sociosanitario, compilata dagli infermieri ASL che si occupano delle cure domiciliari, che suddivide le persone da assistere secondo necessità e urgenza; assicura l’interazione con la funzione sanità dei Centri operativi comunali e intercomunali, contribuendo, tramite l’apporto del personale medico operante nella funzione, a informare il sindaco sulle necessità sanitarie e socio sanitarie delle persone assistite; supporta il personale medico della Asl nei criteri di scelta per l’idonea destinazione alloggiativa, delle persone assistite con disabilità o con specifiche necessità; contribuisce alla segnalazione delle persone disabili disperse, ai fini delle operazioni di ricerca e salvataggio; supporta il personale medico delle Asl nell’individuazione di ricoveri per le persone assistite con disabilità o con specifiche necessità; supporta il personale medico dell’Asl nella riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria di base.

«In questo modo il Servizio Sanitario pubblico opererà per individuare prioritariamente chi ha uno speciale bisogno – conclude Federighi -. Questo accadeva anche prima della Direttiva, ma ora speriamo di riuscire a fare il nostro dovere con ancor maggiore precisione e velocità».

Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Opi Firenze-Pistoia: «Il nostro impegno nella lotta alla violenza sulle donne»

Un atto violento a cui ancora oggi vengono sottoposte oltre 200 milioni di donne in 30 Paesi. Anche l’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia, aderisce alla Giornata Mondiale contro contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili (MGF), che ricorre ogni anno il 6 febbraio. L’Onu ha fissato la messa al bando totale delle MGF entro il 2030 ma resta ancora tanto da fare per debellare questa pratica attorno alla quale aleggia una vera e propria ritualità. E che tocca anche il nostro Paese perché anche le bambine e le ragazze che vivono sul nostro territorio rischiano di essere sottoposte a mutilazioni genitali nel momento in cui tornano nel loro paese per far visita ai parenti.

«Quello delle MGF è un tema che i professionisti sanitari devono conoscere sia per poter essere accanto alle donne che hanno subito questa pratica sia per agire facendo prevenzione perché questa non sia ripetuta sulle giovani – commentano dall’Opi Firenze-Pistoia -. Proprio in questo senso lo scorso dicembre abbiamo promosso, in collaborazione con l’associazione Nosotras, un corso di formazione sul tema delle pratiche di mutilazione genitale femminile, con l’obbiettivo di contribuire alla prevenzione e all’eliminazione delle MGF. Crediamo sia necessario instillare tra infermieri e professionisti sanitari una cultura di approccio al fenomeno capace di mettere in primo piano la tutela dei diritti e della salute di donne e bambine».

Tonino Aceti il nuovo portavoce della FNOPI

Tonino Aceti è il portavoce della Federazione degli Ordini degli infermieri

Tonino Aceti è dal 1° febbraio 2018. il Portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI). "Lavorerò – ha detto- affinché l’Ordine delle Professioni infermieristiche sia sempre più in grado di rispondere alle esigenze e alle aspettative di cittadini e infermieri”

Tonino Aceti è da oggi, 1° febbraio 2018. il Portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che rappresenta gli oltre 445mila infermieri iscritti agli Ordini.

Aceti, 39 anni, ha ricoperto fino a gennaio 2019 il ruolo di Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato e di Responsabile del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva.

Nel 2013 è riconosciuto dalla Rivista Wired.it tra i 50 Under 35 più promettenti d’Italia.

È stato membro dell’”Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ha partecipato ai lavori della Commissione nazionale per la stesura del Piano Nazionale della Cronicità ed è stato componente della sua cabina di regia nazionale. Ha fatto parte del Comitato Tecnico Sanitario del ministero della Salute - sezione Cure Palliative e Terapia del Dolore L. 38/2010 e del Tavolo Innovazione istituito presso lo stesso ministero. È componente del Comitato Nazionale del Programma Nazionale Esiti (PNE) presso l’AGENAS e ha fatto parte della Commissione ministeriale per la stesura del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2018-2020.

“Il mio impegno non cambia - spiega Aceti - al centro continueranno a esserci sempre la salvaguardia e l’allargamento del perimetro del diritto alla salute delle persone, l’umanizzazione dell’assistenza, il contrasto alle disuguaglianze e il rilancio del Servizio sanitario pubblico. Lo farò insieme ai miei nuovi compagni di viaggio: gli infermieri. Lo farò contribuendo a orientare sempre più le politiche della professione infermieristica verso i diritti dei pazienti, verso i vecchi e nuovi bisogni delle comunità e del Ssn, in tutte le aree del Paese, soprattutto in quelle interne e più disagiate. Lo farò promuovendo il confronto e il dialogo con tutte le altre professioni sanitarie, con le Associazioni di cittadini e di pazienti e con le istituzioni tutte. Ho scelto gli infermieri - ha continuato Aceti - per la loro vicinanza h24 al letto del paziente, per la loro capacità di entrare con rispetto e competenza nelle case delle persone, perché rappresentano una leva fondamentale per ridurre le disuguaglianze, ma anche perché sono un grande motore per l’innovazione e la sostenibilità del Ssn.”

“C’è indubbiamente molto da lavorare perché – prosegue Aceti – una delle vere necessità del nostro servizio sanitario pubblico e che pubblico deve restare, è raggiungere la perfetta sinergia, collaborazione e condivisione tra le professioni che di più sono vicine alle persone”.

“In questo senso – conclude Aceti – a fianco degli infermieri e con l’aiuto dei miei amici e compagni di viaggio in tutti questi anni di Cittadinanzattiva che ringrazio uno ad uno, alle altre organizzazioni di cittadini e pazienti, e dei miei amici medici, farmacisti e rappresentanti di tutte le professioni vicine alla salute dei cittadini, intendo aprire la strada a un nuovo modello, a una nuova era dell’assistenza che assuma consapevolezza delle necessità che ormai sono alle porte, senza alcuna strumentalizzazione di parte, nel rispetto ciascuno del suo ruolo e dei suoi compiti, ma soprattutto nel rispetto primario dei bisogni dei cittadini di cui io stesso mi faccio garante. Lavorerò – ha concluso - affinché l’Ordine delle Professioni infermieristiche sia sempre più in grado di rispondere alle esigenze e alle aspettative di cittadini e infermieri”.

“Per la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri – ha detto la presidente, Barbara Mangiacavalli – è motivo di grande soddisfazione poter lavorare accanto a chi finora ha difeso quello che è il nostro obiettivo primario: la salute dei cittadini. E lo ha fatto e intende farlo con lo stesso spirito che gli infermieri ritengono l’unica strada percorribile per mantenere un Servizio sanitario nazionale davvero universalistico, senza diseguaglianze e senza divisioni: una multiprofessionalità e una multidisciplinarità basata sulla sinergica collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari, che riconosca le professionalità acquisite e capaci di contribuire ad innalzare la qualità della risposta assistenziale”.

“La nostra professione – prosegue - ha come scopo il rapporto coi pazienti. È per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il ‘patto col cittadino’ che da anni ci caratterizza. Per noi è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute. In questo la figura di Tonino Aceti assume un ruolo determinate e direttamente coinvolgente”.

“Lavorare assieme per definire linee guida condivise tra tutti i professionisti della sanità, ognuno per la propria area di competenza e nell’interesse della corretta gestione del paziente – sottolinea Mangiacavalli - è una necessità ormai indifferibile che non può essere fermata o rallentata da chi non ha capito come si è evoluta la figura e la professionalità dell’infermiere e anche tutte le altre figure professionali, sia nel senso delle capacità clinico-assistenziali, sia per quanto riguarda la responsabilità professionale e tenta, facendo ombra alla sua professionalità, di compiere manovre che con l’assistenza non hanno nulla a che fare e soprattutto non sono lo specchio della multiprofessionalità di cui ha bisogno il nostro sistema sanitario nei prossimi anni”.

“Da oggi in poi – conclude Mangiacavalli – e con una squadra sicuramente più forte, rappresentativa e coesa, questo è il nostro obiettivo”.

Rassegna stampa del 02/01/2019

La rassegna stampa odierna

logo rassegna stampa

Vi proponiamo alcune notizie d'interesse pubblicate negli utlimi giorni.

  • Compete all’infermiere pulire le salme? Il Direttore Sanitario di Varese istituisce il mansionario degli Infermieri
    Ci risiamo. A causa dell’assenza di un mansionario dell’infermiere, un nuovo medico si alza la mattina e decide cosa compete alle professioni sanitarie laureate. Non ci risultava che i medici avessero anche poteri legislativi, pensavamo che tali poteri li avesse il parlamento e il governo, ed invece ci sbagliavamo; ce li hanno anche i medici, ma la regola vale solo nei confronti degli infermieri! Proprio non riusciamo a liberarci dall’egemonia medica ...
    - Clicca [qui]


Copyright © 1998 - 2019 Cod. Fisc. 94270640488 - Tutto il materiale è di proprietà dell'Ordine Interprovinciale delle Professioni Infermieristiche di Firenze e Pistoia - Riproduzione vietata anche parziale
Powered by Joomla!® - Project Manager e Infermiere Webmaster Enrico Dolabelli