Da utilizzare in maniera temporanea o permanente per esercitare la tua professione

epc

La tessera professionale europea - EPC è una procedura elettronica da utilizzare per ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali all'estero, in un altro paese dell'UE.

E’ una procedura elettronica nuova rispetto alle tradizionali procedure di riconoscimento: l’utente  può seguire l'andamento della sua domanda online e riutilizzare i documenti già caricati per presentare nuove domande in altri paesi.

Dal 18 gennaio 2016 è possibile chiedere la tessera professionale europea per le professioni di:

  • infermiere
  • fisioterapista
  • farmacista

Le informazioni utili e la procedura per richiedere la tessera professionale europea sono disponibili sul sito YourEurope (in italiano La tua Europa) alla pagina dedicata alla Tessera professionale europea - EPC

Per info - Clicca [qui]

La giornata prescelta è il 3 marzo

papa francesco

Il 3 marzo 2018 Papa Francesco riceverà in udienza privata presso l'Aula Paolo VI Vaticano una delegazione di infermieri della Federazione nazionale.

Essendo il numero di posti disponibile indicato dalla Prefettura vaticana in massimo 6500 persone, sono state definite dalla Comitato Centrale il numero dei partecipanti per ogni Ente provinciale.

L'Ordine Firenze Pistoia ha così disposto di articolare la presenza fra gli iscritti ai tre albi:

Assistenti sanitari 5
Infermieri pediatrici 10
Infermieri 74
Per un totale di 89 posti messi a disposizione.

Le richieste di partecipazione dovranno arrivare per email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con specifica di indirizzo email e cellulare. Tra tutte quelle pervenute entro il 23 gennaio 2018 ore 12:00 sarà effettuata una estrazione a sorte. (sul sito si evidenzierà la lista dei nominativi degli 89)
I nominativi di coloro non estratti fra gli 89 posti saranno comunicati alla Federazione nazionale nel caso rimanessero posti liberi da altri Enti.

L’adesione all’udienza e l’estrazione dell’ordine degli 89 posti disponibili chiede a ciascuno il massimo rigore nel gestire per il 3 marzo p.v. la reale presenza, allo scopo di non togliere possibilità a chi ne ha fatto domanda.

Le spese viaggio e soggiorno sono a carico di ciascuno iscritto.
La richiesta di nulla osta all’Azienda è personale di ciascuno iscritto.
Con un'ulteriore nota sarà comunicato quale sarà il protocollo che il Vaticano ci indicherà per tempi di presentazione ai cancelli e documenti di riconoscimento.

Tags: infermieri papa francesco

Il Collegio interprovinciale partecipa alle celebrazioni per il 18 dicembre

IPASVI Firenze-Pistoia: «un fenomeno che interessa da vicino anche noi infermieri»

Oggi, in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale per i diritti dei Migranti, istituita nel 2000 dalle Nazioni Unite. Anche il collegio Ipasvi di Firenze-Pistoia si unisce alle celebrazioni per questa importante ricorrenza che cade il 18 dicembre per richiamare la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle Loro Famiglie, adottata nella stessa data nel 1990 dall'Assemblea delle Nazioni Unite. «Quello dell’arrivo dei "migranti " – spiega il collegio Ipasvi di Firenze-Pistoia – ovvero quelle persone che migrano dal proprio Paese per i motivi più disparati, inclusa la ricerca di occupazione, è un fenomeno che interessa da vicino anche noi infermieri. Come professionisti che si occupano di curare e di prendersi cura dell’altro, ogni giorno siamo impegnati nell’accoglienza e nella tutela della salute di chi arriva nel nostro Paese. È una realtà che conosciamo bene, per questo riteniamo importante dargli voce».

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Il Collegio interprovinciale partecipa alle celebrazioni per il 10 dicembre

diritti umani

IPASVI Firenze-Pistoia: «la loro tutela è nel DNA di ogni infermiere»

«Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l'esercizio della professione infermieristica». Così recita l’Articolo 5 del codice deontologico dell’infermiere che quindi, per sua natura, ha anche il compito di tutelare e vigilare sul rispetto dei diritti dell’uomo.
Il Collegio IPASVI di Firenze-Pistoia che tutela cittadini e professionisti (infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia) partecipa alla Giornata mondiale dei diritti umani celebrata in tutto il mondo il 10 dicembre.

La data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948. «Oggi questi diritti, spesso calpestati, rimangono per noi infermieri un punto indiscutibile – spiegano dal Collegio IPASVI di Firenze-Pistoia -.
Nel nostro agire professionale, come recita anche il nostro codice deontologico, dobbiamo prestare assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, del genere e delle condizioni sociali. La cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della sua dignità è nel DNA professionale di ogni infermiere».

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L’incontro del 29 novembre nell’ambito del 12° Forum Risk Mangement di Firenze

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È stato accompagnato dalle irriverenti vignette che l’artista Giovanni Beduschi ha disegnato in diretta, l’incontro su “I dipartimenti delle professioni infermieristiche ed ostetriche e la valorizzazione dei ruoli e delle competenze” che si è tenuto nell’ambito del 12° Forum Risk Mangement  di Firenze. Moderato da Gianluca Bugnoli, direttore UOC Assistenza Infermieristica AOU Senese, e Monica Scateni, direttore UO Coordinamento Infermieristico AOU Pisa, si è aperto con l’intervento di Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione Nazionale Collegi IPASVI.

«L’evoluzione della funzione manageriale deve fare i conti con il contesto che si è modificato - ha detto la presidente Mangiacavalli -. Si deve iniziare a tener conto del fatto che sì le competenze manageriali sono trasversali, ma che il mestiere del manager è il mestiere del manager. Nel mondo sanitario si accede alla dirigenza con la specializzazione, senza questa non si può partecipare ai relativi concorsi. Quindi il tema dei livelli formativi e dell’accesso alla formazione specialistica e manageriale merita l’apertura di un dibattito. Inoltre, dobbiamo iniziare a passare dal governo delle risorse a quello dei processi, non possiamo pensare di continuare a esercitare la funzione di coordinamento manageriale utilizzando il sistema gerarchico, non adatto alla complessità del sistema. Prendere in carico i processi significa appropriarsi del loro governo e condurli, avvalendosi delle competenze di infermieri inseriti a diversi livelli che seguano il cittadino nei suoi bisogni. Dobbiamo provare a ridisegnare il contesto, non fermiamoci a riflettere sull’esercizio della funzione manageriale solo nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Asl o negli ospedali. Ragionare su un unico settore non è rispettoso dello sviluppo della professione, del sistema paese, né dei bisogni dei nostri cittadini».

Il primo macro argomento “Come l’organizzazione dipartimentale supporta i processi e la sicurezza” si è aperto con l’intervento di Paolo Pratesi, direttore SOSD 118 Azienda USL Toscana Centro, che ha focalizzato l’attenzione sul modello del dipartimento infermieristico e ostetrico nella Asl Toscana centro. «Questo si basa su tre dimensioni – ha spiegato Pratesi -. La dimensione tecnica, con la suddivisione delle strutture in 2 aree, quella della programmazione e del controllo risorse, con sottodivisione per zone distretto e l’area di governo (indirizzo progettazione e monitoraggio) che s’inserisce in maniera trasversale in tutte le strutture e fa da supporto. A queste si aggiungono ostetricia e 118, organizzate in maniera unitaria in tutta l’azienda. La seconda dimensione affrontata nell’organizzazione è quella relazionale. Qui svolge un ruolo fondamentale l’area indirizzo progettazione e monitoraggio per ottenere un’integrazione a livello strategico, progettuale, operativo e di valutazione. La terza è quella emotiva e comprende competenza, impegno, curiosità, coraggio. Anche il raggiungimento di ruoli di direzione non rappresenta un traguardo ma un punto di partenza».

«In questo momento storico il dipartimento infermieristico rappresenta un’opportunità ma anche una necessità – ha detto Michele Aurigi, presidente Collegio IPASVI Siena -. Essere riusciti a mettere una bandierina nella legge regionale ci consente di ‘giocare la partita’. Per farlo dobbiamo ragionare su chi siamo. Credo che il bravo infermiere debba misurarsi sugli outcome: se non lo facciamo siamo perdenti in partenza. Abbiamo bisogno che processi di accreditamento e sicurezza siamo credibili; non dobbiamo ridurli a mero esercizio burocratico. Per questo la partita del dipartimento è importante, può e deve essere il nostro volano. Poi, quando saremo davvero integrati potremmo farne a meno, poiché integrazione significa piena facoltà di ricoprire ruoli che in qualche maniera spesso ricopriamo dietro le quinte. Ma non dimentichiamo mai che tutto è in funzione del cittadino, con difficoltà, bisogni a cui dobbiamo dare disposta. Se lo scordiamo, non c’è dipartimento che tenga, siamo destinati a non progredire».

Leggi tutto: I dipartimenti delle professioni infermieristiche e ostetriche e la valorizzazione dei ruoli e...

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Il presidente di Ipasvi Firenze-Pistoia sul tema della sicurezza nei pronto soccorso

«Si torna a parlare dei problemi di sicurezza negli ospedali e nei pronto soccorso solo dopo l’ennesimo episodio grave. La realtà è che a ogni turno, giorno e notte, il personale sanitario vive in una situazione di rischio. Gli infermieri in particolare».

Così Danilo Massai, presidente del Collegio Ipasvi Firenze-Pistoia, ente che tutela infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari delle due province toscane, commenta il grave episodio avvenuto il 22 novembre scorso al pronto soccorso di Careggi quando un uomo ha creato il panico arrivando a minacciare con un coltello il personale sanitario.

«Non aspettiamo di arrivare a un punto di non ritorno – prosegue Massai –. C’è bisogno di agire subito, in sinergia con le istituzioni, per mettere a punto soluzioni operative ed efficienti che garantiscano a chi lavora in ambito sanitario la possibilità di lavorare in tranquillità e di tutelare la propria sicurezza, insieme a quella dei pazienti».


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