Careggi, criticità nell’implementazione della Procedura Teledrin nel reparto di degenza Cardiotoracovascolare

Opi Firenze - Pistoia ottiene la sospensione del protocollo

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«La tecnologia sostiene il professionista ma va coordinata con l’intervento umano e i dati risultanti dall’utilizzo della telemetria vanno saputi usare e canalizzare nel modo giusto. Per fare questo serve un setting che lo permette e persone preparate». Così l’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia commenta la sospensione dell’implementazione della Procedura Teledrin nel reparto di degenza Cardiotoracovascolare di Careggi, seguita proprio all’intervento dell’Ordine. Su segnalazione di alcuni suoi iscritti, Opi Firenze-Pistoia è infatti intervenuto per approfondire su alcune criticità relative all'applicazione, proposta dall’azienda ospedaliero universitaria di Careggi, della Procedura Teledrin nel setting degenza del DAI Cardiotoracovascolare.
Il nuovo sistema avrebbe previsto di implementare la telemetria, ovvero il controllo in tempo reale di tutti i parametri vitali del paziente, su tutti i posti letto presenti nel reparto (laddove ora è utilizzato solo in parte) e consegnare il teledrin, una sorta di cercapersone che avvisa di un’eventuale criticità, a un singolo infermiere referente. Dopo un approfondimento tecnico, Opi Firenze - Pistoia ha riscontrato criticità rilevanti ai fini del percorso di cura degli utenti e ha inviato una lettera destinata alla direzione con l’intento di aprire un tavolo di dialogo, ottenendo la temporanea sospensione del protocollo. In particolare l’obbiettivo è fare luce sugli aspetti relativi al rischio clinico e all’assunzione di responsabilità del personale coinvolto.
«Non abbiamo chiesto di non introdurre la tecnologia, che reputiamo fondamentale – spiegano da Opi Firenze - Pistoia - ma abbiamo sollecitato un tavolo tecnico per parlare del contesto in cui si era proposto di applicare il sistema, anche in termini di dotazione di personale. L’obbiettivo è quello di aprire un confronto sul modello di servizio di quell’area, che è sì un reparto di degenza ma con pazienti di rilevante complessità clinico assistenziale, e sul contesto applicativo. E riteniamo che sia necessaria un’adeguata formazione del personale a monte, per poter affidare ai colleghi la gestione dei sistemi di telemetria. Gestire tutti i pazienti con il Teledrin implica un aumento dei carichi di lavoro e introduce un problema di rischio clinico, a discapito della corretta presa in carico del paziente».


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